Caro Giampiero, Sindaco di Signa,
sono una bambina di Signa, nonno Alessandro cerca di spiegarmi chi sei, cosa rappresenta il Sindaco della città in cui si vive; io ho capito che sei la persona che si è proposta volontariamente, di fare un po' il babbo di tutti i cittadini di quella città, quindi anche il mio.
Nonno mi ha detto che sei istruito, che eri un insegnante ed allora ti rendo partecipe di una curiosità: sono nata il 2 febbraio 2024, lo stesso giorno del nonno 63 anni dopo ma addirittura 100 anni dopo l'entrata in vigore della famosa riforma scolastica della scuola; una data importante, perché da quel giorno tutti i bambini sono stati obbligati ad andare a scuola fino a 14 anni, ma l'obbligo, mi insegni, non era per i bambini, l'obbligo era per i loro genitori, perché per i bambini andare a scuola è semplicemente un diritto. Sei istruito e quindi saprai che quella legge di cento anni fa, dedicava uno dei suoi quattro capitoli, al diritto di istruzione dei fanciulli più sfortunati, ciechi o sordomuti.
Ti immagino giovane studente quando invece si comincia a parlare di sostegno alle famiglie, quando nel 1971 nascono gli asili nido, un servizio sociale di interesse pubblico, supporto alle famiglie e sostegno all'occupazione femminile; quattordici anni dopo, nel 1985, prima ancora che nascesse mio padre, entrasti in consiglio comunale e da allora e per 40 anni rappresenti la sinistra post sessantottina, quella sinistra che dimenticherà presto le lotte per i diritti; i diritti dei lavoratori, i diritti delle donne, i diritti dei meno fortunati, degli ultimi.
Sig. Sindaco, quando viene approvata la legge quadro che disciplina l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità, tu sei già un maturo uomo politico che siede nei banchi del consiglio comunale quale vice-sindaco; da allora sono trascorsi altri 33 anni, un lungo periodo in cui hai rivestito tutti gli incarichi istituzionali, dalla presidenza del consiglio comunale, all'assessorato alla cultura, al sindaco, oggi al suo secondo mandato. In questo lungo percorso hai avuto anche la delega al sociale, un periodo in cui due signesi dormivano in macchina nel giardino dell'Edera; mio nonno narra che nel tuo silenzio, furono dei semplici cittadini ad organizzare tre cene per la raccolta fondi che consentì ai due uomini, cittadini italiani residenti a Signa, di trascorrere l'inverno in un B&B dell'Indicatore, seguito poi dall'intervento di Don Alessandro che diede ospitalità nei locali della curia. Allora come oggi, quando i miei genitori parlano con gli uffici comunali, la mancanza di fondi è sempre stata una predominante.
Ti racconto una cosa che probabilmente tu non conosci e che ha scoperto mio nonno Alessandro: l'articolo 12 comma 1 di quella legge che tu da giovane studente di filosofia hai sicuramente caldeggiato nelle piazze e nelle agitate aule universitarie con la bandiera rossa con falce e martello, pugno chiuso da uomo duro dalla parte dei deboli, quell'articolo dice che "Al bambino da 0 a 3 anni handicappato è garantito l'inserimento negli asili nido". Io ho un anno e mezzo, ma tu non mi hai garantito i diritti di legge! I tuoi uffici, gli uffici che regolano la vita della famiglia di Signa, dicono che non c'è posto per tutti i bambini, dicono che serviva un foglio che non avevo, ma avevo quello che più conta, il certificato del Meyer, che colpa ho io se per avere quel foglio, una banale firma, sono occorsi oltre 8 mesi nei meandri della burocrazia? Eppure il mio papà ti aveva avvisato, ti aveva mandato tutti i documenti già a marzo, ma mancava una stupida firma su una sentenza già certificata, la firma di una commissione che da una domanda presentata a novembre 2024 è giunta solamente ad agosto 2025. Sapendolo, avevi tuttavia il tempo per organizzarti!
Tutti dicono che sei una brava persona e allora, perché in 40 anni di vita politica vissuta nei tavoli di quella maggioranza che da sempre amministra la famiglia di Signa, non hai organizzato le cose affinché nessuna bambina rimanesse fuori dalla scuola?
Non è vero che non ci sono soldi, è invece vero che hai fatto altre scelte; durante i tuoi mandati da Sindaco, hai speso più di ogni altro sindaco, acquistando immobili per oltre 2 milioni di euro, ma non per garantire ai bambini e alle loro famiglie una crescita migliore, lo hai fatto per garantire la tua rielezione e le tue soddisfazioni personali; hai fatto una scelta, una scelta che guarda al ricreativo ed alla cultura, ma quale cultura può non guardare agli ultimi?
Mio nonno dice che il Testo Unico sancisce un diritto inderogabile, non limitabile da norme locali, ma io ed i miei genitori non vogliamo andare oltre, non sarebbe giusto prendere il posto di un altro bambino per colpa di chi non sa amministrare la grande famiglia di Signa, perché comunque tutti abbiamo il diritto di stare insieme, di crescere, divertirci, ma sono molto arrabbiata perché quando leggo le relazioni sanitarie dove c'è scritto che "si consiglia l'inserimento al nido per garantire l'inclusione in un gruppo di pari e per potenziare in un contesto stimolante le attività socio comunicative, cognitive ed i progetti di apprendimento", capisco che il padre della famiglia di Signa con le sue scelte, limita il mio diritto di crescere e mi chiedo: come può una "brava persona" non essere un buon padre? Un giorno ci incontreremo e, guardandomi negli occhi, forse mi darai una risposta.
Ciao, una tua figlia di Signa.
Commenti
Posta un commento