Forteto: quando il Partito Democratico "processò" Paolo Bambagioni.


In questo periodo l'Italia è divisa fra favorevoli e contrari al provvedimento assunto dal tribunale dei minori dell'Aquila, ma non è di questo che voglio parlare, non è di tutta l'attenzione mediatica che viene data al caso odierno che pure non vede palesi abusi sui tre bambini, ma quanta omertà continua invece ad avvolgere il caso Forteto dove gli abusi ci sono stati, per 40 anni ed erano abusi di pedofilia e manipolazione mentale ai danni di minori già con altre problematiche, abusi che hanno portato a condanne penali definitive ma dove continuano le indagini da parte della seconda commissione parlamentare instaurata per legge nel 2023 con primo firmatario il coordinatore nazionale FdI, Giovanni Donzelli, indagini tendenti ad esaminare la gestione del Forteto, con particolare riguardo all'accertamento delle ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità competenti, compreso quelle investite di compiti di vigilanza, abbiano continuato ad accreditare la comunità come interlocutore istituzionale anche a seguito dei provvedimenti giudiziari relativi ad abusi e maltrattamenti. E' importante ricordare che i poteri delle commissioni parlamentari, a differenza di quelle regionali, sono pari all'attività inquirente della magistratura.

Interesse dello scrivente, non è adesso andare a valutare il contenuto delle numerose audizioni già fatte con la prima e seconda commissione (l'ultima lo scorso 11 novembre con l'ex responsabile della Squadra mobile di Firenze, dott. Giuttari che ipotizza un possibile collegamento con il "mostro" di Firenze) quanto vedere come un fatto di una portata così "mostruosa" e abominevole, sia passato prima in sordina e poi nel dimenticatoio, soprattutto nell'ambito regionale e politico dove è stato vissuto, in quella Toscana e in quel Partito Democratico che della citata cooperativa avevano fatto il loro fiore all'occhiello.

Relativamente all'audizione di Paolo Bambagioni, datata 2 ottobre 2024, ci sono dei passaggi a mio avviso importanti, forti, coraggiosi; affermazioni che, basate evidentemente su quanto emerso dalle due commissioni regionali e dal processo penale, vanno a demolire un sistema giudiziario, quello minorile toscano e che spiegano, ma non giustificano, il tentativo di non procedere nella formazione della prima commissione regionale da parte del Partito Democratico. A pagina 19 e 20 del resoconto stenografico della citata audizione, pubblicato sul sito della Camera dei Deputati e che vi invito a leggere per esteso, Paolo Bambagioni così afferma:

"Nella relazione conclusiva abbiamo detto che il tribunale era coinvolto fino agli occhi perché era in malafede, aveva una frequentazione assidua, quindi non c'era terzietà, ed è successo di presidente in presidente, per tanti, tanti anni. Non possono tirarsene fuori perché «in nome del popolo italiano» non lo tira fuori un politico, ma lo tira fuori il tribunale. Lo toglie da una famiglia e lo mette lì, teoricamente per recuperarlo e in realtà per distruggerlo.

  Uno di questi presidenti, un certo .....omissis... ha avuto degli atteggiamenti per me disgustosi. Ha
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detto sostanzialmente che questi bambini erano «vuoti a perdere», erano bambini che non si filava nessuno, quindi quello era l'unico posto dove potevano stare. Atteggiamenti veramente incredibili da parte di una persona che tuttora percepisce la pensione come funzionario pubblico per aver esercitato la giustizia in questo Paese."
Parlando poi del coinvolgimento della politica, Paolo Bambagioni va anche oltre:
"Purtroppo nella sinistra non è come nella Democrazia Cristiana o forse nel centrodestra in cui ci si confronta sulle idee e poi si può anche trovare una mediazione. Lì c'è il verbo assoluto. Se dal sindaco arriva – come è successo in un paese del Mugello – l'insegnante che gli dice: «sindaco, io vedo dei disegni strani. Sono un po' esperta, ho una certa età, bisogna chiamare e capire cosa succede all'interno di questa comunità», questo le risponde «signora ci penso io». E la settimana dopo, nella stanza del sindaco, le fa trovare Fiesoli e le dice «via signora, non si preoccupi, sa che i bambini fanno disegni, però ...», e cerca di rappacificarli: anziché denunciarlo lo porta lì perché la cosa si spenga. Sono sindaci che, probabilmente, prima di agire sentono cosa dice loro il segretario provinciale, poi il segretario regionale, poi il presidente della regione. Se gli dicono «guarda che il Forteto è una cosa buona e va difesa», loro non si pongono il problema se lì vengono violentati i bambini e lo difendono perché per loro è una verità assoluta." (pag. 20).
A questa affermazione si ribella l'onorevole Madia: "Io sono rappresentante del gruppo del Partito Democratico, eletta con questo partito ormai da diversi anni. Credo che per lavorare bene tutti insieme noi dobbiamo – nessuno fa difese d'ufficio – anche stare attenti a non accostare una comunità politica, genericamente la sinistra o il Partito Democratico, a frasi del tipo «non si pongono il problema se vengono violentati i bambini» (pag. 24).
Bambagioni non arretra ed anzi attacca ricordando come il suo ex partito boicottò la formazione della commissione da lui voluta in seguito a plurime denunce ricevute da ex bambini del Forteto " Purtroppo la reazione del gruppo a cui appartenevo fu tremenda, perché, nonostante avessi premuto per farlo, nessuno volle mettere la firma, un po' per ordine del partito, come dicevo prima, e un po' anche per timore (vi era anche questo aspetto del timore). Uno, a onor del vero, dentro il partito, mise la firma perché era una persona più libera, Fabrizio Mattei, ma
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più che altro perché aveva fatto il sindaco a Prato, che era proprio il luogo dove era nata la prima esperienza della setta, per cui lui ricordava che molte famiglie erano andate da lui a piangere in quanto i loro figli erano stati assorbiti da questo guru. Quindi, eravamo noi due del PD e tutte le altre firme, mi sembra fossero quindici, le raccolsi nelle minoranze, ma anche nelle minoranze qualcuno aveva paura. Quindi, non fu per niente un buon esempio della comunità politica, perché di fronte a una denuncia abbastanza chiara e clamorosa ci fu comunque una chiusura a riccio e la difesa d'ufficio......... il Partito Democratico regionale (mi riferisco al gruppo e al segretario regionale) hanno fatto il processo a me, in quanto ho tirato fuori la vicenda e ho portato in fondo quella relazione all'unanimità".
Il Partito Democratico regionale ha fatto il processo a me, afferma Bambagioni e, aggiungo io, ha poi premiato chi lo aveva boicottato.
Emblematica poi l'altra domanda di Madia:  "Lei pensa che queste sentenze non siano sufficienti? Lei pensa che ci siano state delle parti omesse? Non reputa questo processo e queste sentenze sufficienti? Ammesso che per reati di questo tipo... Capisco che lei ha sentito le storie di ognuno, però, provando a razionalizzare, siccome noi siamo qui successivamente a un processo penale, la domanda che ci facciamo è: che cosa possiamo fare in più?" . Bambagioni torna a ripetere quello che dice da anni: "Seguite il flusso dei soldi, seguite il flusso dei soldi, noi non abbiamo potuto farlo, non avevamo la disponibilità della Guardia di Finanza, seguite il flusso dei soldi".
E' chiaro come nella domanda della Madia trapeli la volontà non certo di omettere qualcosa, quanto di archiviare il prima possibile un "paragrafo" estremamente negativo che ha segnato la magistratura e il Partito Democratico, quella magistratura che pure dettagliatamente informata dell'accaduto, non ha intrapreso nessuna azione penale o amministrativa nei confronti di coloro che dovevano vigilare e qui l'onorevole Matone, già magistrato di Cassazione, punta il dito contro il Consiglio Superiore della Magistratura: "La Procura per i minorenni ha l'obbligo istituzionale di controllare ciò che accade all'interno delle comunità. ................ ogni pubblico ministero ha un tot di istituti sottoposti al suo controllo; controllo che viene effettuato tramite la polizia giudiziaria che deve recarsi in loco e verificare e controllare, per esempio, la regolarità delle frequentazioni con i genitori......... Vorrei capire se la procura per i minorenni di Firenze si è mai occupata del Forteto. Poi vorrei rispondere alla collega Madia. Le vicende come questa capitano. Sono orribili, sono difficili addirittura da seguire da un punto di vista personale ed emotivo, ma non accadrebbero, e non c'è bisogno di interventi legislativi, se il Consiglio superiore della magistratura facesse il suo lavoro. Il Consiglio superiore della magistratura, viceversa, dinanzi alla condanna del Fiesoli e a condanne passate in giudicato ha detto «tutto va bene». È questo che è inaudito. Non si può rispondere «quello è in pensione». Avrebbero dovuto dire «lui è in pensione, ma trasmettiamo gli atti per procedere penalmente contro di lui».

Affermare che Paolo Bambagioni ha tenuto nel caso del Forteto un atteggiamento "eroico", non è riconducibile ad una forma di "love bombing", poiché note sono le diverse posizioni politiche di chi scrive rispetto a lui e lo si è visto anche alle scorse amministrative, ma rappresenta il giusto riconoscimento per l'attività che ha svolto con coraggio e in danno della sua stessa carriera politica, un riconoscimento purtroppo mai ricevuto dalle cariche istituzionali del suo Comune, oggi più che mai propense ad elargire pergamene ai più svariati personaggi per le più varie attività che portano o hanno portato lustro al territorio, come se quella svolta da Paolo non rappresentasse la massima espressione della politica, questa volta veramente al servizio degli ultimi, dei minori già disagiati, la politica a difesa dei diritti inviolabili. 
Tutti i politici della commissione parlamentare hanno ringraziato Paolo Bambagioni per l'attività svolta, chissà se un giorno Signa avrà il "coraggio" di dire che nel caso Forteto Bambagioni ha reso lustro alla sua città. 

Link di collegamento ad altri post sul Forteto:
- https://lozibaldonedisigna.blogspot.com/2022/03/forteto-lo-strappo-di-bambagioni-apre.html
- https://lozibaldonedisigna.blogspot.com/2019/11/forteto-la-sinistra-fra-angeli-e-demoni.html
- https://blog.libero.it/SIGNA/12683907.html
- https://blog.libero.it/SIGNA/12100512.html

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