I Progressisti sulla TARIC strappano con Fossi ed affermano: "Noi accanto ai cittadini"
Avevano dichiarato lo strappo il 10 luglio 2024, quando il riconfermato Sindaco li aveva lasciati fuori dalla nuova giunta, loro, unica forza politica che rappresentava la sinistra all'interno della coalizione, quelli che un tempo sarebbero stati definiti i "fedelissimi" di Fossi, gli ultimi post comunisti a non essere passati da l'Unità a Repubblica.
Quella di Fossi fu una scelta politica chiara quanto necessaria per tacitare certi malcontenti delle frazioni, tenersi stretto il nuovo filone moderato proveniente dal civico e non potendo poi dire no ai potentati locali del partito, coloro con i quali aveva mediato la sua ricandidatura.
In questa coperta corta Fossi sacrificò la compagine di sinistra, ma si impegnò per continuare il dialogo con Caldareri e "compagni" che sono stati tranquilli fino a ieri, quando è avvenuta una nuova rottura e questa volta non ideologica, non di opportunità, una rottura basata su contenuti, su accordi programmatici elettorali poi disattesi da questa giunta, una rottura che parla di scelte che vanno contro gli interessi dei cittadini, scelte che dovevano essere prima discusse e concordate con i cittadini; si parla del passaggio dalla tassa TARI alla tariffa TARIC, ma si parla soprattutto della scelta imposta ai cittadini senza passare prima da un processo partecipativo. Nel loro post su Facebook i Progressisti elencano tutta una serie di criticità ed omissioni che porteranno al sicuro aumento delle bollette, criticità che già sono oggetto di discussione in tutti quei comuni dove la TARIC è già attiva, ma ciò che più brucia ai Progressisti, è l'imposizione con la quale questa scelta è stata calata dall'alto, senza ascoltare minimamente il parere dei cittadini.



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