La VERGOGNA è un sentimento di turbamento e di mortificazione che si prova per un atto o un comportamento ritenuto riprovevole o disonorevole

Questa volta racconterò questo fatto tipicamente italiano, mediante la documentazione su carta intestata del Ministero Interno, cercherò di chiarire ulteriormente, limitandomi a riportare i fatti senza commentare ovvero senza esprimere niente di personale.

I protagonisti sono in questa foto di Marco Mori (New Press Photo) e si chiamano Eugenio Giani e Cristina Manetti, all'epoca dei fatti lui governatore uscente e lei capo di gabinetto delle regione.

I fatti sono quelli indicati sulla carta intestata del Ministero dell'Interno a firma del sottosegretario Wanda Ferro, che risponde ad una interrogazione della deputata On. Chiara La Porta e che qui riassumo:
la mattina del lunedì 13 ottobre scorso, giornata in cui si svolgevano le elezioni regionali in Toscana, una pattuglia della Polizia di Stato, ha fermato sull'autostrada A11 l'auto condotta dalla Cristina Manetti per un'infrazione al codice della strada che prevedeva una sanzione di euro di 430 euro, la decurtazione di 10 punti dalla patente di guida e il ritiro immediato per la trasmissione al Prefetto che avrebbe proceduto alla sospensione nei termini di Legge.
Dalla documentazione si legge che la Manetti dichiarava di non aver fatto nessuna furberia per superare le auto incolonnate, ma cercando di accostare in seguito ad un giramento di testa, soffrendo di pressione bassa; richiedeva quindi l'intervento di un'ambulanza che giungeva sul posto, seguita poi da due auto civili con a bordo tre persone, il governatore Giani, il consigliere regionale Spinelli ed altra persona; dopo aver parlato con la Manetti avrebbero chiesto spiegazioni agli agenti e le modalità per eventuale ricorso. Lo stesso giorno, sia Giani che la Manetti chiedono di essere ricevuti dal Prefetto sembra sempre per avere anche in quel caso chiarimenti sulle modalità di ricorso; il Prefetto darà le sue spiegazioni e rimanda per ogni ulteriore chiarimento allo specifico ufficio patenti.


Il 23 ottobre la Prefettura emette un provvedimento di sospensione della patente di guida per due mesi; il 31 ottobre la Manetti fa ricorso contro la sanzione presso il Giudice di Pace, intanto la faccenda finisce sui social con un certo scalpore, ma ancora non è noto l'intervento sul posto di Giani ed il successivo passaggio dalla Prefettura.
Il 10 novembre scorso l'avvocato della Manetti ritira il ricorso dal Giudice di Pace e il 20 novembre la stessa Manetti, che nel frattempo ha pagato la sanzione, appare nella nuova giunta delle Regione Toscana con deleghe sulla Cultura e Università e Parità di Genere, si occuperà inoltre di "diritto alla felicità".

Conclusione.
Avendo ritirato il ricorso e pagato la sanzione, possiamo dire che abbiamo un nuovo assessore alla Cultura e Università che facendo la "birbona" si fa ritirare la patente in autostrada, che non è in grado di fare un ricorso amministrativo su una sanzione al codice della strada quando, PER LEGGE, tutti i verbali riportano modalità e tempi per presentare il ricorso, tanto che lo chiede ai due agenti sul posto, fa intervenire sull'autostrada in supporto il Governatore della Regione Toscana con un consigliere regionale ed una terza persona, anche loro chiedono agli agenti le modalità del ricorso ma, forse per perché sul retro del verbale è scritto solo in italiano e non in toscano o forse perché gli agenti della stradale non riescono a spiegarsi bene, lo stesso giorno che, ripeto, è giorno di elezioni, con tutta la macchina elettorale in movimento, compreso il problema di ordine pubblico, sia la Manetti che il governatore Giani, reputano urgente portarsi immediatamente dal Prefetto per capire come effettivamente avverrà il procedimento di sospensione della sua patente di guida. Una volta compreso come fare, la Manetti farà ricorso alla sanzione ma poi ci ripensa e la paga.
Due le cose che, da quanto riportato dagli atti ufficiali e non smentito dagli interessati, emergono dai documenti:
- il nuovo assessore alla cultura e università della Regione Toscana, è persona che ha difficoltà ad interpretare quanto scritto sulla sanzione amministrativa ed ha difficoltà a comprendere quanto le viene spiegato dagli agenti sul posto.
- il governatore Giani, ritiene di primaria importanza portarsi con immediatezza durante il giorno delle elezioni, sull'autostrada a soccorrere una dipendente della regione che accusa un giramento di testa, che è già soccorsa da un'ambulanza ed è in compagnia di due agenti della Polizia di Stato poi, superata l'eventuale preoccupazione  sulle condizioni di salute che siamo certi il presidente avrà per tutti i suoi dipendenti, sempre lo stesso giorno con le elezioni in corso, con le forze di polizia impegnate a presidiare i seggi elettorali, con le componenti politiche in fervida attesa per i risultati, ritiene primario l'interesse collettivo di accompagnarla dal Prefetto, non per verificare l'andamento elettorale magari dal punto di vista dell'ordine pubblico, no, ad informarsi sulle modalità di applicazione della sospensione della patente!!!

A margine, considerato quanto dichiarato dalla Manetti relativamente al suo soffrire di improvvisi abbassamenti di pressione, vista la richiesta di supporto medico fatta nell'immediatezza, risultando tutto questo in atti, mi auguro che il prefetto voglia verificare la permanenza dei requisiti fisici per poter condurre veicoli in tutta sicurezza e psichici per le difficoltà evidenziate, nel saper interpretare quanto riportato nel verbale di accertamento.
Sempre secondo quanto risulta dai documenti, qualora il veicolo utilizzato da Giani sia di proprietà dell'ente e magari alla guida si sia trovato un autista della regione, è evidente che il governatore dovrebbe rispondere di peculato d'uso poiché ha utilizzato il veicolo e personale della Regione per motivi personali e non istituzionali. Interessante sapere anche se quel giorno, trascorso dalla signora in compagnia della polizia di stato e presso la prefettura, per motivi personali, è risultata in servizio o meno. 




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