Sicurezza e giustizia, un Paese allo sbando



Una piccola riflessione su come funziona la giustizia in Italia, ma non solo, come possiamo sentirci sicuri, come può questo governo ritenere di aver assolto o essere sulla strada giusta per assolvere, l'impegno preso in sede di campagna elettorale in ambito sicurezza ed immigrazione. Lo faccio mediante un breve riassunto di quanto riportato sul Corriere della Sera che fa la storia del presunto assassino di Aurora Liveni, il peruviano Valdez Velaszco.

In Italia dal 2017, viene espulso e accompagnato alla frontiera il 6 agosto 2019 ma rientra subito e nell'ottobre dello stesso anno è arrestato in flagranza mentre violenta una ragazza di 19 anni. Condannato a 9 anni di carcere è già libero nel luglio 2024 quando viene indagato a piede libero per aver preso per il collo una donna e palpeggiata.

Ha un secondo provvedimento di espulsione ma non viene eseguito in quanto il suo passaporto risulta scaduto, viene immesso in un cpr ma grazie ad un certificato medico che ne attesta l'inidoneità alla permanenza nel Cpr, ne esce fuori e qualche mese dopo, nel luglio 2025 viene ancora denunciato a piede libero per aver violentato un'altra diciannovenne peruviana.

Lo scorso 28 dicembre alle ore 22 incontra un'altra 19enne sua connazionale che porta in una zona appartata, le toglie il cellulare e solo grazie alla sua reazione e all'intervento di altre persone la ragazza riesce a liberarsi; per questo il nostro amico viene denunciato a piede libero per tentata rapina, ma poi si scoprirà che due ore dopo, sempre quella sera del 28 dicembre incontra Aurora Livoli che sembra aver violentato e poi ucciso.


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