San Mauro dice NO all'incontro del NO.
Alla riunione del comitato per il NO al referendum del prossimo 22 marzo, San Mauro ha espresso un NO deciso ma tutto da decifrare.Nella sala posta al primo piano della SORMS, non accessibile ai portatori di handicap, si è svolto ieri sera l'incontro del comitato del NO di Signa; la popolazione ha risposto oltre le aspettative degli organizzatori che si sono trovati a dover reperire ulteriori sedie rispetto a quelle predisposte, ma... c'è un ma, NESSUN SAMMORESE era presente! Ad onor del vero era presente il Paoli Marco, presidente della casa del popolo, ma nessun membro del consiglio, nessun rappresentante delle istituzioni di maggioranza era presente a fare gli onori di casa e, ripeto, nessun cittadino di San Mauro era presente, salvo persone a me, nativo del posto, sconosciute e in tal caso mi scuso; mai ricordo che sia accaduta una cosa simile. Difficile interpretarne il motivo; da una parte sicuramente il disinteresse verso il referendum, dall'altra l'uscita di scena dalla politica locale di Paoli Adriano, l'ex assessore di lungo corso che dopo la scissione del PCI ha rappresentato il "partito" nel paese, fino alla scelta renziana che lo ha portato fuori dal PD. La serata di ieri ha messo a nudo l'assenza di un riferimento per la sinistra a San Mauro, di un personaggio capace di richiamare almeno agli "obblighi di facciata" e di questo dovrà tenere conto la segretaria comunale del PD Barbara Minutella, assente anche lei pur interessata professionalmente in quanto avvocato e quindi figura che avrebbe potuto fornire un parere competente. Presenti invece il capogruppo PD, Dino Ballerini con i consiglieri Vanina Venturini e Simone Borri; la giunta era rappresentata dall'onnipresente Marcello Quaresima, in una sala dove, a mio avviso, il PD sarebbe stato in minoranza, visto come si respirava un'antica quanto spontanea aria di sinistra, con la predominante presenza dei Progressisti per Signa.
Venendo al tema della serata, moderata dal presidente dell'Anpi di Signa, associazione che lo scorso 10 febbraio non era presente con il suo labaro al fianco di quello dei Combattenti e della Pubblica Assistenza nella commemorazione della "Giornata del Ricordo", mentre il relatore era il Prof. Augusto Cacopardo, esperto di storia delle culture umane.
Come prevedibile, è stata stesa subito la bandiera rossa sulla Costituzione, ma dopo questa premessa poco nella lunga serata è stato detto in merito ai motivi che dovrebbero condurre al NO, poiché poco emerge dalla lettura degli articoli che si andranno a modificare, spesso modifiche obbligatorie per raggiungere lo scopo della suddivisione delle carriere e del sorteggio. Ovviamente la discussione non può fermarsi a questo duplice scopo, non avrebbe senso creare allarmismi costituzionali solamente per questo, poiché nessuna delle due modifiche andrebbe ad incidere sull'indipendenza della magistratura che invece, a parere del relatore, questo governo vuole mettere sotto il controllo del legislatore in virtù di un disegno finale che vuole arrivare al premierato e quindi ad una forma di potere molto più accentrato di quello previsto dai padri costituenti. La Meloni non ha mai nascosto che premierato e/o presidenzialismo rientrano fra gli obiettivi di questo governo, ma non ha ancora detto come arrivarci e, d'altra parte, non ci sarebbe niente di scandaloso in tutto questo, dal momento che le democrazie occidentali sono rette dal premierato e dal presidenzialismo, senza per questo dover arrivare a rispolverare, come fatto ieri sera, antichi progetti di Licio Gelli.
Mi aspettavo delle risposte, ma queste risposte non sono arrivate, mi aspettavo che si approfondisse quella parte che la riforma rimanda a leggi ordinarie, il punto a mio avviso dove la Meloni pensa di insinuarsi per attuare un disegno che sicuramente andrà a favore di chi governa, e quale governo farebbe delle leggi contro se stesso? Invece quella bandiera rossa sulla Costituzione da difendere sine die, aveva bisogno di argomenti importanti: massoneria, mafia, centri di potere, non poteva soffermarsi sulla semplice norma ordinaria che andrà probabilmente a modificare l'intera impalcatura, come accade per l'argine del fiume in piena con il buco di una nutria, l'argomento deve essere eclatante, deve riunirci intorno al nemico anche se, come ha detto Cacopardo, "la destra ha un disegno, la sinistra purtroppo no."
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