Da Futuro Nazionale a Progetto Civico Italia, si reitera il grande bluff del civismo: il nuovo che avanza con le facce di ieri


La scorsa primavera fu la volta di Futuro Nazionale mettere le basi anche a Signa con l'ex Lega e FdI, Vincenzo De Franco; questa settimana tocca al meno noto Progetto Civico Italia, con l'assessore Marcello Quaresima. 

Strettamente di destra il primo, si dichiarano progressisti invece i meno noti seguaci di Alessandro Onorato, imprenditore romano da una vita in politica prima a fianco di Veltroni, poi nell'UDC e nel 2015 a fianco del candidato sindaco Alfio Marchini, rappresentante della "Roma bene", appoggiato da Berlusconi e Storace. Fallito il progetto a destra, Alessandro Onorato torna in area PD e con l'ex senatore Raffaele Ranucci, forma una lista civica in appoggio a Gualtieri che, una volta eletto sindaco, lo premia con l'assessorato al turismo, grandi eventi e sport del comune di Roma.

Non vediamo molte analogie fra Quaresima ed il leader di Progetto Civico Italia, salvo che entrambi sono romani e che entrambi sono assessori comunali, ma se per Onorato è ipotizzabile che i disinvolti salti del fosso siano dovuti ad una sindrome da galleggiamento in attesa di provare nel 2027 il grande salto, lo stesso non si può dire, fino ad oggi, per l'assessore signese. Sicuramente non si tratta di persone estranee alle istituzioni, ma di persone che vi sono dentro a pieno titolo ormai da anni.

La scelta di Quaresima di fare suo il progetto di Onorato, rappresenta una sconfitta in ambito PD; cinque anni da consigliere di maggioranza, dove non ha mai espresso in consiglio comunale posizioni critiche verso il PD assecondando anche scelte che poco avevano della politica del buon padre di famiglia e due anni di giunta al fianco di assessori che hanno fatto la storia del PD locale, non sono bastati evidentemente a convincerlo della qualità politica del progetto di quel partito, un progetto che viene criticato dal leader Onorato che nei suoi interventi afferma si che intende portare nel centrosinistra la politica del fare, ma allo stesso tempo afferma "non veniamo da giochi di palazzo", evidentemente cosa poco credibile se si guarda al suo passato e comunque se si pensa che già da ora non si parla di programmi ma di collocazioni, come se non fosse il programma a dover dettare la collocazione. Giochi di palazzo. Rimanendo a livello locale, chissà che Quaresima con il suo Progetto Civico, non riesca dove fallì  Bambagioni sette anni fa con UPS: assorbire il PD. Nessuna tragedia, sarebbero sempre progressisti!

Relativamente invece a Vannacci, il generale rappresenta la faccia nuova della politica; ha saputo cavalcare l'onda degli scontenti, ha usato la Lega per entrare in politica, come Mussolini usò i fascisti per arrivare a Roma, raccatta facce di ieri con un bagaglio di voti e cerca facce di oggi che sognano un passato romano mai vissuto, per raggiungere un obiettivo che non viene dato dai sondaggi ma dai numeri, quei numeri che servono per presentare il simbolo nella lista elettorale. 

Per essere presenti in tutti i collegi elettorali, ovvero per avere una presenza nazionale indipendente, salvo variazioni dell'ultimo momento, ai due nuovi schieramenti serviranno infatti circa 2000 firme per ogni collegio elettorale, firme di elettori del collegio giusto, autenticate, accompagnate dai certificati elettorali e consegnate nei termini di tempo previsti, un lavoro non di poco conto, che si traduce in banchini ai mercati e nelle piazze, telefonate agli "amici", un lavoro immane che riporta alle gerarchie, dove i portaborse contano più dei "capetti" ma dai quali, se tutto va bene, riceveranno una pacca sulle spalle ed un silenzioso "io son io e tu non sei nessuno". 

Già, la politica è servizio... ma non per tutti.

Buon lavoro.




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