TARIC: cronaca di un fallimento mai confessato
"Rifiuti, paga di più chi ricicla di meno", così sentenziò l'assessore provinciale Renzo Crescioli, su un quotidiano il 7 gennaio 2012. Il giornale pubblicava una classifica con la percentuale di raccolta differenziata fra i comuni della provincia: Signa risultava al 31° posto con una percentuale del 41,25% di differenziata, bocciata perché sotto la soglia del 45% posta come obiettivo e quindi i cittadini del nostro comune erano stati puniti con tariffe superiori.
Nella primavera del 2011, sulla base di questi dati, si era tenuta alla S.O.R.M.S. un'assemblea pubblica che doveva servire ad istruire i cittadini di San Mauro al servizio di raccolta porta a porta, più efficace. La partecipazione dei contribuenti fu oltre ogni aspettativa con una sala che non riusciva a contenere dignitosamente le persone. Anche all'epoca l'assessore era Federico La Placa che con toni entusiastici, prospettò una diminuzione delle tariffe in concomitanza con la maggiore differenziazione. (foto sopra). I funzionari di Quadrifoglio (adesso Alia), come dal pulpito, dissero che il porta a porta era necessario per migliorare la differenziata ed abbattere le bollette.
Nel 2019 il porta a porta è esteso a tutto il comune e la differenziata supera il 77%, ma le bollette continuano a salire.
A distanza di 14 anni da quella riunione alla SORMS, dove molte delle persone che si vedono in foto, hanno lasciato questa terra, lo stesso assessore La Placa, Alberto Cristianini, Sindaco di allora ed oggi Presidente del Consiglio Comunale, il sindaco di oggi Giampiero Fossi, all'epoca assessore al Sociale e Cultura, l'assessore alla Protezione Civile di oggi e di allora, Marinella Fossi, ovvero la stessa squadra che ci amministra già dal 2011 ed oltre, oggi ci viene a dire che il porta a porta non va più bene, serve un sistema misto che prevede il ritorno dei cassonetti, cassonetti che non saranno più quelli di una volta che si troncavano nel loro coperchio dopo un mese, che non si aprivano o che restavano sempre aperti, saranno cassonetti dotati di un'alta tecnologia che, mediante sensori posti in alto, misureranno il volume di rifiuti che ogni cittadino inserirà, il tutto poi sarà trasmesso per via telematica ad un server, compreso i dati della chiavetta di chi apre, tutti dati che poi saranno visibili dopo qualche giorno (perché non subito?) sulle nostre App. Ancora meglio per cartone e multimateriale che continueranno ad essere raccolti dal personale con il porta a porta, con contenitori e sacchetti muniti di un sensore che sarà recepito da una forma di gabbia di Faraday che avvolge il camioncino di Alia e che, appunto, sarà in grado di rilevare chi e quanto si conferisce 😂.
Tutto tecnologicamente possibile, ma tutto poco credibile da parte di chi ha fallito in tutti questi anni, da chi non riesce a far si che materiali che hanno un valore oggettivo, vedi cartone, vedi plastica, vedi umido, non riesce a coprire il servizio ed anzi, adesso che siamo giunti alla quasi totale differenziazione, non trovando scusanti alla loro incapacità, impone un nuovo e più oneroso metodo di raccolta già sapendo che la tariffa aumenterà, perché "le tariffe aumentano sempre" come ha avuto modo di affermare ieri in apertura di riunione presso la Misericordia di San Mauro, la funzionaria di Alia.
Credo che qualcuno si debba assumere delle responsabilità, credo che sia il momento di dire basta all'esternalizzazione del pagamento, ma direi dello stesso servizio che dovrà tornare in house ovvero nella gestione di più comuni, dove sia possibile verificare ciò che, oltre ad una sapiente filiera dei rifiuti, conta di più e di cui mai si parla: la lotta agli evasori, una lotta che non ha mai interessato le amministrazioni. Basta pagare per tutti, basta seguire continui cambiamenti che portano a continue e maggiori spese, i cittadini devono tornare ad essere gli elementi pensanti della società e non solo spugne da spremere per coprire scelte ed investimenti sbagliati. La TARIC, già a detta della funzionaria, porterà aumenti, raramente potrà portare, nella quota variabile, al non aumento, mentre la quota fissa sarà sicuramente aumentata anche in virtù dell'equiparazione con il comune limitrofo di Lastra a Signa, secondo scelte fatte da altri e di cui ci troviamo a subire conseguenze, senza contare che con il ritorno dei cassonetti e nell'incapacità di poter verificare ciò che viene immesso (il controllo è solo volumetrico e non qualitativo), sicuramente il prodotto sarà peggiore con una minore capacità di mercato e quindi... NO ALLA TARIC giusta nel concetto ma sbagliata nella formula.
Qui il collegamento ad un precedente post del 2019 sempre più che attuale: Nettezza quanto mi costi
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