Piante spontanee: la PORTULACA, tanti pregi, nessun difetto

Non costa niente, a metri zero e dice che fa molto bene, ricca di omega 3, vitamine e sali minerali, riduce il colesterolo e i trigliceridi nel sangue, ha un effetto depurativo e diuretico, apporta vitamina C, vitamine E e magnesio. In poche parole, vale oro! Vabbè, io la mangio perché è buona, almeno quanto le altre erbe che assumiamo quotidianamente perché fornite dal mercato alimentare e non certo aggratisse! 





La troviamo dovunque, nei prati e lungo le strade, ma la buttiamo via! E' facile da riconoscere in quanto sembra una pianta grassa, con le sue piccole foglie verdi, è strisciante con gambi che assumono il colore rossiccio e si estirpa bene, anche se ha le radici lunghe a cercare l'umido nelle calde giornate estive.
Ho conosciuto le sue proprietà grazie alla collega Lisa Barlotti che vi indico per una uscita che periodicamente fa, come da sua pagina fb. 
Oggi ho cucinato la portulaca, perché nel vaso dove avevo seminato insalata, è nata lei e mi sembrava giusto renderle onore.

Si raccoglie tirandola su con le sue radici, salvo che non la si voglia lasciare per la ricrescita. Si colgono le foglie ed i gambi più teneri, quelli ancora verdi, che ci serviranno per la cottura. Varie le ricette, oggi ho cucinato una penna rigata con l'aggiunta di pomodorini e per secondo una frittata, due piatti base, che trovano comunque tante varietà d'impiego.



In entrambi i casi non ho precedentemente lessato la portulaca, che ho cotto da cruda e vi consiglio di procedere così.
Per la pasta, ho scelto una cottura più lunga e quindi ho usato anche i teneri gambi che ho messo in padella dopo aver rosolato nell'olio l'aglio con l'immancabile peperoncino; dopo appena cinque minuti a fuoco medio/basso, ho inserito dei pomodorini tagliati a metà. 
Nel frattempo avevamo posto a cuocere la pasta che, ancora al dente, facciamo poi saltare in padella. A me piace molto con il pecorino, voi mettete pure grana o niente, il piatto sarà più delicato; in ultimo, un filo d'olio a crudo.



Per la frittata invece ho utilizzato le parti più tenere per una cottura più veloce, in pratica solamente le foglie che ho saltato in padella con l'olio; dopo un paio di minuti di cottura coperchiata, ho calato, nel mio caso, due uova sbattute condite solamente con un pizzico di sale e pepe, niente formaggio. Copriamo ancora una volta con coperchio trasparente e lasciamo cuocere. La frittata si gonfia

cuocendo anche sopra e termino la cottura senza la necessità di doverla girare e calandola nel piatto direttamente. Ottima e semplicissima. 
 



La Portulaca è impossibile da scambiare con altre piante, se proprio vogliamo essere pignoli, l'unica pianta non commestibile che ha una certa somiglianza, è la Euforbia, anch'essa una pianta strisciante che cresce nello stesso ambiente della Portulaca, ma che ha foglie molto più piatte che assolutamente non assomigliano a una pianta grassa. 

Ciò che comunque la rende facilmente riconoscibile, è che a differenza della Portulaca, la Euforbia se tagliata, produce lattice, una sostanza velenosa, cosa che non fa la Portulaca.

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