SIGNA: cercasi SINISTRA.


Di sinistra c'é bisogno, c'è bisogno  di una sinistra che lotti sulle diseguaglianze sociali che la nostra moderna società riesce ancora a nascondere dietro l'abbagliante benessere generalizzato; occorre una sinistra che lotti per i diritti, ma non i diritti dei nullafacenti, italiani o stranieri che siano, una sinistra che intervenga sulle fasce più deboli della società, che sostenga la sanità pubblica, l'istruzione e l'ambiente, dove sostenere l'ambiente non significa essere ecologisti, ma istruire all'ambiente perché l'ambiente non è di alcuni ma di tutti. Una sinistra che torni alle case del popolo non come sedi politiche a costo zero, ma quali sedi di formazione, incontri e, perché no, scontri. Una sinistra che parli e ascolti le persone con pragmatismo, lasciando le ideologie ai filosofi. Occorre una sinistra che parta dal basso, dalle frazioni e che lasci a Roma le grandi idee, le tematiche internazionali, il fascismo e l'antifascismo, perché le ideologie sono importanti, ma non servono a niente se restano fini a se stesse. 

Se nella vicina Campi Bisenzio, grazie ad un insieme di concomitanze, la sinistra amministra, a Signa è ormai assente dal palazzo comunale da quasi 8 anni; l'ultima rappresentante è stata una giovane e sorridente Romina Niccolai, in tandem con Marco Andrei, che riuscirono a ricompattare una sinistra sgretolata dal ballerino Stellacci e in gran parte consolidatasi nell'ambiguità di un M5* che, sulla scia nazionale, volò al 10,67%. Niccolai e Andrei, ottennero un ottimo 8,40%, l'anno in cui Cristianini del PD ottenne il 62,42% alla prima giornata, con Vinattieri in rappresentanza del centro moderato, fermo al 15,32% e la destra di Innocenti al 2,69%. Era ancora l'epoca Bambagioni e quel PD non vestiva a sinistra, ma aveva abiti da cattocomunisti a cui si erano asserviti i "sinistri" più scaltri, quelli che comunque vada, l'importante è arrivare. Se guardiamo a quel 2014, cattocomunisti e  presunti sinistri, potenzialmente disponevano di oltre l'80% dei consensi. Da allora molto è cambiato, ci sono stati il ciclone Renzi e il ciclone regionale Forteto, legati da un comune filo rosso. I cattocomunisti, chi più, chi meno, si sono riciclati anche più di una volta, la maggior parte rimanendo a galla, altri finendo in quello che definirei il giusto declino; Bambagioni, reo di non essersi allineato alla linea di partito, ha portato avanti la faccenda Forteto ed il Pd lo ha di fatto estraniato dai vertici, causando una frattura interna al partito signese nella frangia democristiana, determinando la fuoriuscita degli anti Renzi, ad esclusione dell'ex fidatissimo di Bambagioni,  Cristianini, che aveva portato al termine la sua corsa personale con il lago Manetti, con annessi e connessi. Ex socialisti invece sempre a galla, sia che vi sia Bersani che Renzi, Letta, Orlando, meglio ancora con Schlein.  Nel 2019  si erano quindi creati i presupposti per un ritorno a sinistra ma, orfani di Bambagioni, dopo il fallimento della gestione Renzi e vista la preponderante crescita della Lega a livello nazionale, gli uomini della casa del popolo hanno avuto una regressione mentale da timore di fascismo, regressione aggravatasi nel tempo. I risultati sono storia odierna; dal 2019 la sinistra non è più rappresentata nella sala consiliare di Signa, il pensiero di sinistra non ha più, se mai lo avesse avuto prima, fatto parte della politica signese e, se da un lato vediamo un assessore al sociale, civico, che si scusa con i cittadini per non essere riuscito a mettere in atto le politiche sociali del welfare, dall'altra c'è un sindaco che non manca la quotidiana soddisfazione nell'inaugurare mostre, sfilate ed eventi museali. Lungaggini nelle opere pubbliche, collaudi di opere che non reggono neppure un anno, strade dissestate, trasporti pubblici assenti, ponti chiusi, attività ricreative in concessione che non riescono a mantenersi, distretti sanitari che chiudono, tasse locali in continuo aumento e servizi in diminuzione, ma in tutto questo, se andiamo a vedere le pagine social di quelle componenti che hanno rappresentato l'idea di sinistra sul territorio alle ultime amministrative, l'ultimo intervento fatto da Rifondazione Comunista e dai Progressisti per Signa, risale a due mesi fa, 3 luglio, un intervento ideologico per condannare la scelta dell'amministrazione di inserire la presentazione di un libro da parte del segretario provinciale di Futuro Nazionale nel programma delle manifestazioni estive di Signa. Se poi cerchiamo un argomento che riguardi il quotidiano di Signa, per i Progressisti per Signa dobbiamo andare al 22 maggio, con un intervento sul degrado delle periferie, mentre ad aprile abbiamo un intervento sulla viabilità fra Signa e Lastra. Per avere tuttavia un intervento di vero carattere politico, dobbiamo andare al 22 novembre 2025, quando i Progressisti sciolgono il silenzio del dopo elezioni e del dopo formazione giunta che gli ha visti, unici della coalizione, fuori; intervento per condannare il metodo autoritario con il quale l'amministrazione ha imposto il passaggio fra Tari e TARIC. 

Ancora peggio per Rifondazione Comunista, con una continua attività sui social, ma attività di carattere ideologico che riporta fatti nazionali o internazionali. Un solo post del 21 novembre del 2025 che riguarda il territorio, anche questo sulla viabilità fra Signa e Lastra.

Poco, credo sia veramente poco per poter dire di esistere, per potersi presentare fra due anni a rappresentare qualcosa di nuovo e di meglio. La sinistra, quella che era delle Società di Mutuo Soccorso, quella dei libri, quella studiata nelle aule liceali, quella urlata nelle assemblee scolastiche e nei cantieri, la sinistra tanto amata da flotte di filosofi, resta nei salotti intellettuali, sicuramente non appartiene alla vita di tutti i giorni, ma neppure in quella dei giorni di festa, almeno a Signa, dove le pedane si trovano per le sfilate di moda ma non per rendere i Renai fruibili a tutti o per consentire a tutti di andare a piedi o in carrozzina da Signa a Lastra. Già, è un'idea di sinistra, e a Signa la sinistra è ormai un ricordo: si è fermata con le battaglie di Marcellino (Marcello Fiaschi).




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