SIGNA, dove destra e sinistra si scambiano i ruoli: i RENAI
L'ultimo consiglio comunale prima della pausa di agosto, quando già alcuni consiglieri sono in ferie, stranamente ha sempre argomenti importanti, argomenti che vanno ad incidere sul futuro del territorio, futuro economico e futuro ambientale, in poche parole, sulla vivibilità di tutti i signesi. Il 2026 non fa eccezione ed eccoci al Consiglio comunale dello scorso 30 Luglio.
Premesso quanto sopra, non parliamo di noccioline, stiamo parlando della più importante attività di carattere economico di Signa dell'ultimo quarto di secolo, della più importante trasformazione del territorio di tutti i tempi, parliamo del presente e del futuro, un futuro che sembra procedere senza una apparente programmazione dove tutto a mio avviso fa invece parte di un copione scritto nel 1997. Eccoci quindi a parlare nuovamente dell'area di cava dei Renai, dove teoricamente si scava per fare un parco, dove, guardando l'unico collaudo fatto ormai 15 anni or sono e guardando ciò che sottolineano le osservazioni fatte da FdI, la sinistra di dimostra oltremodo liberista, facendo muovere l'intervento privato con pochi o senza vincoli, con un controllo blando rimandato a tempi futuri con minori ed incerti oneri, come al solito senza prevedere computi metrici, come già appunto sottolineato da chi firmò il precedente collaudo; l'importante è che ci siano i parere positivi degli enti preposti, il resto.... E' invece l'opposizione a cercare invano di porre delle regole più chiare, a far si che l'ente pubblico svolga la necessaria attività di controllo, sia in ambito ambientale che di sicurezza idraulica, è la destra che chiede di porre dei limiti all'intervento privato, dei limiti temporali, qualitativi e quantitativi, in un intervento che doveva chiudersi in 6 anni e che invece si protrae con continui rinnovi per 30 anni, un intervento che nel 1997 prevedeva di scavare al massimo fino a 23 metri sul livello del mare, mentre con la nuova concessione si arriverà a 18 metri dove nel 1997 il Piano Attuativo aveva indicato in 2.000.000 di metri cubi il volume estraibile per "giustificata cautela nei confronti della salvaguardia della risorsa idrica dei Renai" limite che la nuova concessione porta a 2.530.000 metri cubi; in pratica tutti i limiti che erano stati posti a salvaguardia dell'integrità dell'area, saranno superati, in base ai nuovi studi.
Quando nel 2024 avevamo presentato come "Signa Libera" il nostro programma elettorale, eravamo l'unica lista ad impegnarsi affinché gli scavi non fossero andati oltre la data ultima del novembre 2025; nessuna altra lista aveva affrontato l'argomento. Con questa nuova concessione, i consiglieri di FdI, hanno preso coscienza che la serie di rinnovi non ha termine ed hanno tentato mediante dieci emendamenti, di inserire delle garanzie a tutela dell'ambiente, della sicurezza idraulica ed anche garanzie economiche, che in qualche modo impegnassero la Progetto Renai in un percorso di responsabilità: tutte le richieste sono state respinte dalla maggioranza, in particolare la decima che poneva il limite estrattivo a 2530000 anche per il futuro, ovvero, voleva porre termine a queste continue varianti; FdI ha preso coscienza di ciò che noi di Signa Libera avevamo già detto due anni prima.
Non ha stupito la risposta negativa della maggioranza alla richiesta fatta da Colzi di indicare quella in trattazione, come ultima proroga per le escavazioni, ma ha stupito non poco la motivazione addotta dall'assessore Andrea Di Natale, che ha motivato il respingimento nella volontà di non vincolare le amministrazioni future con tale decisione. L'assessore dimentica che l'8 aprile 2013 fu approvata la delibera n. 14 che all'articolo 9 obbliga il Comune di Signa al rilascio di una concessione trentennale a favore della Progetto Renai srl avente ad oggetto le aree ricomprese nella porzione centrale pari a circa 130.000 metri quadri, per essere utilizzata per attività ludico sportive, un acquapark dico io. Quel giorno Di Natale, come l'attuale sindaco Fossi, come l'allora sindaco Cristianini, e metà dell'attuale gruppo consiliare del PD, erano presenti ed impegnarono le future amministrazioni in questa concessione trentennale che avrà inizio al termine delle escavazioni, quindi in un futuro ad oggi indefinito, in pratica, nella discrezionalità della Progetto Renai. Ed è proprio in questa visione che a mio avviso, la nuova concessone approvata il 30 luglio scorso, prevede anche un aumento di area in sicurezza idraulica al centro del parco, che viene aumentata da 3,5 ettari a 8,50 ettari. Si dice che si creano le basi per una struttura ricettiva, un campeggio, che sorgerà al termine degli scavi, non si parla più dell'acquapark presentato già nel 2000, oggetto della deliberazione del 2013, confermato poi da Di Natale rispondendo ad una interrogazione presentata il 2 novembre 2021 da FdI, dove si chiedeva se era stato valutato l'impatto sulla viabilità. Fu proprio Di Natale a rispondere e, non negando la prospettiva acquapark, disse che non essendoci progetti, nessuno studio sulla viabilità era stato affrontato. Oggi nessuno parla più del futuro dei Renai, possibile che si stiano preparando oltre 100.000 mq in sicurezza idraulica senza nessun progetto? Possibile che nel 2013 si siano impegnate le future amministrazioni in una concessione senza conoscere un progetto base? Quale imprenditore può essere così improvvisato, ma soprattutto, quale amministrazione può dare in concessione un'area così grande e delicata senza conoscerne la destinazione?
Confido nell'attività di controllo di FdI, ma mi auspico che sia questa maggioranza a dirci ciò che c'è in prospettiva, perché se anche il progetto sarà privato, si svolgerà su proprietà pubblica e con impatto sull'ambiente circostante. Me lo auguro ma non posso dimenticare ciò che mi disse un assessore anni fa: le grandi opere prima le si fanno e poi le si discutono. E quella sarà una grande opera.

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