Signa, quando amministrare non è solo difficile ma anche inutile. LA TARIC
Chi ha avuto o avrà la costanza di vedere su YouTube Il Consiglio Comunale dello scorso 30 luglio potrà verificare come ormai la stessa amministrazione comunale funga esclusivamente da passa carte burocratico; lo abbiamo visto con il precedente post relativamente al rinnovo concessione sui Renai e appare con maggiore enfasi parlando di TARIC, dove ormai il comune di Signa resta quale parte passiva di un meccanismo totalmente in mano alla società di gestione Alia, a sua volta controllata da ATO Toscana Centro. In pratica il rapporto che il Comune di Signa ha oggi con Alia è pari a quello che ha ciascun utente, questo è quanto emerge ascoltando le evanescenti risposte dell'Assessore La Placa alla reiterata interrogazione presentata da (FdI)Fratelli di Signa (da minuto 18:25 a minuto 29:47 della registrazione). Ma andiamo per ordine: perché interrogazione reiterata?
Il 30 maggio 2026 FdI (FdS) presenta un'interrogazione a risposta scritta, regolarmente protocollata; la risposta dell'amministrazione avviene con nota del 01/07/2026, ovvero oltre i termini che il TUEL stabilisce di 30 giorni, ma non solo, viene dato seguito solamente a 2 dei sei quesiti posti, per tre non c'è risposta alcuna e per uno la risposta era stata solamente parziale. Ecco quindi che FdI reitera l'interrogazione ai quesiti la cui risposta era stata omessa, questa volta con risposta in consiglio comunale.
L'esito non cambia e le risposte non arrivano neppure quando si chiede quale attività si voglia mettere in campo per combattere la dilagante evasione, dove La Placa si limita a riferire sulle sanzioni del 2025 da parte degli ispettori ambientali per i rifiuti lasciati fuori dai cassonetti. Il Comune di Signa non è in grado poi di riferire sulla percentuale di differenziata, sul peso che avrà una percentuale rispetto all'altra in fattura, non è a conoscenza di quanti cittadini nei primi mesi dell'anno hanno dovuto inserire direttamente in App i propri conferimenti, tutti dati questi che, grazie al sistema informatico su cui si basano i cassonetti "Genius 5" e, grazie alla digitalizzazione in cloud di tutto il sistema di raccolta, dovrebbero essere istantanei o quasi, dati che, inseriti in un apposito database, dovrebbero emergere con un solo "click" accessibile da ogni comune, essendo Alia una società di proprietà dei comuni! Non solo. Vi ricorderete come appartenenti ad un comitato locale, "Liberamente Le Signe", effettuarono la scorsa primavera delle prove empiriche di rilevazione dei volumi da parte dei cassonetti e come, dai video prodotti, le rilevazioni risultarono inaffidabili. Il comitato "Liberamente Le Signe" fece accesso agli atti al Comune di Signa e ad Alia, in merito alle certificazioni degli strumenti di rilevazione in uso al gestore dei servizi. Il Comune di Signa rispose candidamente che aveva girato il quesito ad Alia ed Alia, pur dovendolo fare in quanto società erogatrice di un servizio pubblico e quindi soggetta alla legge 241/90, non ha mai risposto. Bene, il gruppo consiliare di FdI ha quale referente l'amministrazione di Signa, e nella sua interrogazione ha presentato lo stesso quesito al Sindaco e suoi delegati. La Placa non ha risposto in merito e non ha neppure citato risposte da parte di Alia, non ha indicato, benché richiesto, con quale atto ufficiale il Comune ha chiesto la documentazione, ammesso lo abbia mai fatto, ha semplicemente risposto che il cassonetto Genius 5 è brevettato e risponde ai requisiti del DM 20/04/2017. Ovviamente, il consigliere Luigi Forte per FdI si è detto NON soddisfatto delle risposte fornite.
A quanto emerso dal consiglio comunale, vorrei aggiungere un pensiero personale, senza la presunzione di verità assoluta. Un brevetto per quanto a mia conoscenza, è un documento legale che fornisce al suo inventore il diritto esclusivo sulla sua invenzione, ma niente ha a che vedere con la metrologia legale, ovvero con la necessaria certificazione di affidabilità tipica di ogni strumento di misurazione impiegato per stabilire dei pagamenti e credo che anche la tecnologia dei cassonetti Genius debba garantire gli stessi principi quando va a determinare, come in caso della TARIC, un costo in ambito del servizio pubblico. Il DM 20/04/2017, non tratta le certificazioni degli strumenti, ma indica solamente cosa e come si deve fare la misurazione e i rapporti di conversione volume/peso, non ho trovato nessun riferimento alla metrologia legale, ovvero non lo richiede ma neppure lo esclude. Una breve ricerca su internet, non fornisce giurisprudenza di nessun tipo in relazione al sistema "Genius", troppo recente, tuttavia in questa incertezza, considerata la poca affidabilità mostrata e la mancanza di documentazione specifica, speravo che la mia amministrazione comunale si fosse impegnata nell'approfondire il tema a garanzia dei suoi cittadini. Non lo farà, mi auguro che lo faccia qualche associazione o comitato.

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