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Da Signa a Sammoro fra pista più o meno ciclabile ed un cimitero dove di addormentato ci sono solo sicurezza e dignità

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 C'è una ciclabile che dovrebbe unire i Renai a via Pistoiese, c'era un cantiere che non c'è più ma forse è stato spostato; la ciclabile appare un'opera incompiuta, fra varietà di fondi e segnaletica stradale incongruente e contraddittoria, palizzate ammezzate, cartelli buttati e cattedrali nel deserto di un agosto che spera in un settembre migliore. Esiste un computo metrico? Quale la logica nell'innesto fra Bertesche e Arte della Paglia? Il tratto fra Pistelli e Amendola è ciclabile, come direbbe la segnaletica vista da Pistelli o non lo è, come direbbe la segnaletica vista da Amendola? Si tratta di un cantiere non più recintato o i lavori sono terminati e collaudati, quindi aperti al transito? Qualcuno dia una risposta, ma sempre guardando computo metrico e congruità della segnaletica, perché soldi e sicurezza sono importanti. Se la ciclabile dovrebbe fornire un senso di sicurezza per gli utenti della strada, altrettanto dovrebbe apparire per gli utenti del cimit...

La Resistenza italiana e quella Ucraina dalla Marcia su Roma al 25 aprile passando dalla legge Acerbo per l'Aventino.

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Diciamo subito che non hanno niente in comune. Quella italiana fu una "resistenza" che il popolo fece dopo il fallimento della classe politica che non aveva voluto o saputo arginare l'avvento di un regime, quello fascista, a cui aprirono le porte la monarchia, la chiesa, l'esercito, la borghesia e parte della popolazione, oltre che  una classe politica che si dimostrò incapace di opporsi e che anzi, con la Legge Acerbo, spianò la strada al regime. Come già descritto nel post  La marcia su Roma  in Italia era in atto una guerra civile, dove Mussolini si dimostrò abile burattinaio; l'esperienza di Mussolini si concluse con la disastrosa esperienza bellica quando il suo consenso aveva raggiunto i massimi livelli sia in patria che in occidente. Quello di Mussolini è stato poi forse l'unico regime al mondo che si è concluso con la sfiducia del leader del regime in seguito ad una decisione interna, ovvero non in seguito ad una azione violenta: fu il regime stesso a ...

Nuovo ponte sull'Arno e la politica del buon padre di famiglia: Giani e Nardella, a voi la risposta.

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Si accende in questi giorni il dibattito sul progetto del nuovo attraversamento dell'Arno nel tratto fra Le Signe e l'Indiano. Dopo l'ipotesi Bretella naufragata nel 2010 e bretellina che era servita solamente a giustificare, con l'acquisto di un progetto improponibile, la scomparsa di 28,9 milioni di euro dal bilancio regionale, si è fatto avanti l'attuale progetto che tratta di un ponte ma raffigura un viadotto che oltrepassa due ferrovie, di cui una in sopraelevata e due fiumi, l'Arno e il Bisenzio, interessando gli unici due parchi esistenti nel tratto che va da Empoli a Firenze. Ovviamente nessuno nega la necessità di un nuovo attraversamento che colleghi l'uscita di Lastra a Signa della FIPILI con via Pistoiese, necessità dettata dalla mole di traffico che quotidianamente interessa sia il viadotto dell'Indiano e conseguentemente  i quartieri 4 e 5 di Firenze, sia gli abitati di Lastra e Signa. Vivendo a Signa e lavorando a Firenze, chi scrive ha la...

Forteto: lo strappo di Bambagioni

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  E' stata un'audizione col cuore quella di Paolo Bambagioni di fronte alla Commissione Bicamerale che tratta i fatti del Forteto preseduta dalla senatrice Beatrice Chiarulli (M5*), una deposizione con grande pathos che ha rappresentato il definitivo addio di Bambagioni a quel partito, il PD, di cui era fondatore ma che ha dimostrato nei fatti, di tradire i principi fondamentali indicati nel Manifesto dei Valori che voleva chiamare i democratici ad una svolta non solo politica ma anche culturale e morale, un partito che voleva la donna al centro dell'attenzione, un partito che si prometteva di combattere l'arroganza di poteri opachi che tendono a sottrarsi al controllo della legge e delle istituzioni democratiche. La questione Forteto comprendeva e comprende tutto ciò che il PD voleva combattere, ma la commissione regionale che ha consentito alla politica di scoprire il pentolone della setta Forteto, ha evidenziato tutte le criticità di un partito che non è riuscito a m...

Signa- Prato 2000: vincono Flachi e Ballerini

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  Se il rientro dell'ex "Ragazzo gioca bene" è stata una scommessa fra Flachi e Ballerini, questa sicuramente l'hanno vinta entrambi, sotto il punto di vista emozionale Francesco Flachi, dal punto di vista societario il Presidente del Signa 1914 che ha visto sorridere il cassiere per quella che è stata una partita che vale un campionato. Era infatti dai tempi del debutto di Roberto Baggio nelle file viola durante la gara Fiorentina-Inter del torneo di Viareggio che lo stadio del Bisenzio non vedeva tanto pubblico e tanta TV. In tribuna, accanto agli inossidabili Boys, un tifoso d'eccezione, Walter Novellino che di Francesco fu allenatore alla Sampdoria; evidentemente certi rapporti vanno oltre la professione e la presenza di Novellino in tribuna lo dimostra.  Per quanto riguarda Francesco, si è mosso a tutto campo, rientrando anche a dar mano in difesa; la prima mezzora di gioco ha visto tuttavia una supremazia degli ospiti che sono andati in vantaggio, ed un Flac...

Signa - Monito di Fratelli d'Italia alla Lega

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A metà consiliatura, è forse il momento di tirare le somme e programmare il futuro, questo a mio avviso è ciò che ha spinto De Franco e Colzi a pubblicare un comunicato stampa che sembra chiedere un chiarimento ma rappresenta già una risposta e un programma .  Il contenuto dell'articolo pubblicato ieri su  Piana Notizie   è riscontrabile per chi vuole, sulla base degli atti ufficiali, ma lascia perplessi sulle modalità di discussione pubblica, come se ormai si fosse consumato lo spazio per un dialogo interno. Il dubbio che assale il lettore è se il comunicato tende a chiudere un rapporto "personale" rotto da tempo o a lanciare un nuovo modo di affrontare la politica.  La propensione di chi scrive è a ritenere che il comunicato rappresenti la fine di un rapporto difficile e non più sostenibile e l'inizio di un modo nuovo di interpretare la politica a livello locale, una politica che vuol rivendicare le scelte della base e che avverte, non si sottoporrà a nessuna deci...

A Signa inaugurato il museo dei TRASPORTI

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Vi siete mai chiesti perché se chiedete di Signa a Firenze, tutti vi mandano a Lastra, come se Signa non esistesse? La spiegazione la troviamo sul sito internet del Comune di Signa, nella tematica Trasporti, un sito che sembra più un museo che uno strumento di utilità e di coinvolgimento. Tu arrivi a Firenze, devi venire nel comune in riva destra a valle di Sammoro e magari studi per come muoverti all'interno. Cosa faresti per avere notizie certe? Vai sulla pagina istituzionale a ciò dedicata, ovvio! Magari, vuoi anche dei chiarimenti e pensi di scrivere all'ufficio per averli ma constaterai che il destinatario risulterà inesistente, d'altra parte, come può esistere la mail istituzionale di una persona che ormai è beatamente in pensione da oltre sei mesi? Poco importa, troveremo tutte le indicazioni sulla pagina, sia che tu arrivi in treno o in bus; infatti sulla stessa pagina,  dalla stazione di Firenze puoi scegliere fra ATAF, e Lazzi; quindi, quando arrivi in stazione, ...

Non chiamatela Ciclovia

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  La chiamano "Ciclovia dell'Arno" ma altro non è che una strada bianca esistente in virtù dei renaioli, riesumata e assunta al titolo di pista ciclabile all'epoca del Cioni, facente parte del progetto regionale che vorrebbe creare un percorso pedo-ciclabile dalle sorgenti alla foce dell'Arno, ma che è in ritardo almeno di un decennio sul programma; abbiamo trovato un'interrogazione del 2009 dell'allora consigliere di Rifondazione, Stellacci, che chiedeva lumi sui ritardi per il tratto da Signa a Camaioni. Nonostante le rassicurazioni, la situazione non è cambiata.  Ma perché non è una ciclovia? Le ciclabili, oltre a rappresentare un percorso riservato a tale veicolo, dovrebbero essere inserite in un contesto più generale di mobilità alternativa, dovrebbero rappresentare un percorso sicuro e di uso quotidiano.  Quella dell'Arno, come visibile nelle foto che riportano la situazione attuale, almeno nel tratto dalle Cascine ai Renai non lo è; al massimo p...

Così non è Europa

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  "Investire in Polonia è stato un modo di poter avere una leva competitività per continuare ad operare sui mercati per potersi rilanciare" . Lo disse lo scorso settembre  il presidente di Confindustria Polonia, Simone Granella,   Secondo un rapporto di Unicredit della scorsa primavera, le imprese italiane delocalizzate nell'est erano già 7100, principalmente in Polonia,    Tutti abbiamo presente la faccenda GKN di Campi Bisenzio ma non è finita qui: Il 9 settembre la Riello, nonostante 19 milioni di utili durante il Covid, chiude e delocalizza in Polonia.  Sempre a settembre sembra che Stellantis del gruppo Sevel, voglia delocalizzare da Atessa in Polonia; il ministro Giorgetti rassicura, intanto a Gliwice la Stellantis costuisce una fabbrica gemella Notizia di oggi che la veneta Speedline delocalizza in Polonia: altri 605 lavoratori perderanno il posto di lavoro: La proprietà diserta qualsiasi tavolo di contrattazione!. Siamo parlando di imprese impo...

Scipioni passa dal granducato al Tricolore.

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  Dal Granducato di Toscana alla Regione Toscana il passo è breve, basta una dichiarazione per bruciare secoli di storia, una storia che nell'attuale narra di una crisi del partito di Salvini, crisi identitaria, di uomini e, conseguentemente, lo sarà anche di voti con un'emorragia prevedibile verso il partito della Meloni. Ciò avviene a tutti i livelli e, per rimanere in zona nostra, quello di Alessandro Scipioni è uno dei più importanti, avendo questi rivestito per ben cinque anni la carica di segretario provinciale della Lega e risultando ancora oggi nel consiglio della Città Metropolitana.  Se da un lato questa transumanza politica verso il partito ipoteticamente al vertice degli attuali consensi, sa di azione di schettiniana memoria, preludio di una eventuale scissione più volte ipotizzata e con un Capitano ai minimi carismatici, dall'altro è sempre più difficile ipotizzare un futuro di centro-destra elettoralmente unito, dal momento che dal 2018, tutto c'è stato, a...